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	<title>Viaggi per Bambini&#187; in Germania</title>
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		<title>Foresta Nera, Feldberger hof, il valore dell’assoluto riposo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 11:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nazzarena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mio marito ha una vita dura, è presente in casa 37 ore settimanali, il resto sono affari miei. Quando ci troviamo è fondamentale che la qualità del tempo sia eccezionale. Per questo ho deciso di ritornare per un fine settimana al Feldberger Hof, un albergo che avevo già visto e testato per FamilyGo. Sapevo quindi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.viaggiperbambini.it/wp-content/uploads/2011/12/Hotelbild-2-Bäume.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-557" title="Feldberger Hof" src="http://www.viaggiperbambini.it/wp-content/uploads/2011/12/Hotelbild-2-Bäume-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Mio marito ha una vita dura, è presente in casa 37 ore settimanali, il resto sono affari miei. Quando ci troviamo è fondamentale che la qualità del tempo sia eccezionale. Per questo ho deciso di ritornare per un fine settimana al <a href="http://www.familygo.eu/family_hotel_feldberger_hof__foresta_nera_italiano.php" target="_self"><strong>Feldberger Hof</strong></a>, un albergo che avevo già visto e testato per FamilyGo. Sapevo quindi cosa mi aspettava. Siamo arrivati piuttosto presto (verso mezzogiorno e mezzo), la nostra camera non era pronta, ma nonostante ciò ci hanno accolto con grande simpatia, spedendoci tutti a pranzo. Al self service genitori e figli imperversavano servendosi di puré, carne bollita con salsa, wurstel, insalate, pane, ecc. ecc. bibite, dolci, caffè (scordarsi l’espresso please, meglio il caffè tedesco) e quanto altro. I figli timidoni hanno voluto essere accompagnati per capirci qualcosa. Quindi, dopo il dolce, abbiamo ricevuto accappatoi e asciugamani e siamo entrati in camera. Spogliati e indossati i costumi in due secondi ci siamo tuffati in <strong>piscina</strong>, dopo un’ora e mezzo siamo andati in <strong>sauna</strong>, quindi io volevo andare dall’estetista per un massaggio e mio marito in Fittness studio, ma vedendo i musi lunghi dei bambini abbiamo optato per il <strong>minigolf al coperto</strong>.<span id="more-554"></span><br />
Quindi era <strong>ora di cena</strong>, i figli, scordata la timidezza, si son serviti: il piccolo due quarti di pollo con patate fritte, la grande carne bollita con senape accompagnata da patate fritte. Mio marito si è seduto a piedi pari, ha cominciato con gli antipasti (<strong>un sacco di cose strane e succulente</strong>, io ho provato soltanto il polipo marinato), continuando con ravioli al sugo- “i tuoi sono migliori, chissà chi glieli fa”- e quindi ha attaccato con le carni. Aiutato dal figlio si son sparati una buona quantità di diversi wurst, quindi l’arrosto di maiale e poi non so che bestia in casseruola con tanta salsa. Il pollo ha ricevuto una critica negativa -“è per bambini piccoli papá, non per uomini come te” – ed è stato quindi lasciato agli altri. Le quattro ganasce di casa hanno concluso il tutto provando diversi tipi di dolci, mousse al cioccolato, torta ai semi di papavero con salsa alla vaniglia, gelato, rote grütze, yogurt alla frutta. -Scusa se è poco –<br />
Il Pagliaccio panzone si è seduto un momento con noi, gli abbiamo carezzato la pancia e lui ci ha regalato un paio di set da tavolo da colorare. Si trattava di Andy – diminutivo di <strong>Andreas, il capo animatore</strong>: un grosso, grassoccio bambinone che di mestiere gioca ed è adorato dai suoi simili. I bambini.<br />
<a href="http://www.viaggiperbambini.it/wp-content/uploads/2011/12/P1000809.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-559" title="Giochi al Feldberger Hof" src="http://www.viaggiperbambini.it/wp-content/uploads/2011/12/P1000809-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Dopo cena i figli si son dileguati per andare a giocare nel <strong>parco giochi coperto </strong>dove gli animatori intrattenevano i bambini, i miei sono grandini, per cui sono stati buttati fuori dal Kind-club e spediti al wave Club dove hanno giocato a <strong>bowling elettronico</strong>, quindi hanno vinto un paio di medaglie con la pista carrera per le automobiline da corsa, e Nora ha concluso con la locale discotechina – accompagnata eccezionalmente dal fratello più piccolo.<br />
Ogni tanto ci raggiungevano al bar; dove io e il padre, stravaccati in poltrona, gustavamo io un tè, lui una grappa – “devo far scendere la cena, sai com’è” &#8211; alle 10,30 si sono ripresentati i figli e siamo andati tutti in camera. La Suite che avevamo era composta da due camere da letto, bagno, e cucinotto (due fuochi e un frigorifero, non un granché per 4 persone ma perfetto per la formula tutto compreso che noi avevamo scelto). Chiacchiere e lettura della buona notte, alle 11 luci spente e buon riposo. Io e il mio uomo abbiamo continuato a comunicare sotto il baldacchino stellato che faceva un po’ di luce. Al mattino ci ha svegliato il piccolo; affamato si è vestito e si è precipitato a fare colazione. Gli siamo corsi dietro, aveva preso un tavolo per noi e si era servito di ogni ben di Dio: cioccolato bollente, dolci, pane marmellata ecc. Il padre voleva ripetere l’esperienza serale con una colazione internazionale, io mi sono opposta – “e che diamine, siamo venuti per mangiare!!” – i figli sono riscomparsi nel grande parco giochi coperto, dove li abbiamo recuperati a ora di pranzo, dopo fitness studio, estetista e saunetta veloce. Il pomeriggio, dopo il riposino e i figli non so dove erano, abbiamo giocato a Bowling (quello per i bambini con le palle piú piccole e leggere che si chiama kegelbahn), e a calcio balilla. Abbiamo fatto cena la Tic-Tac Restaurant, dove i bambini hanno uno spazio tutto loro con tanto di cibo che arriva sulla barchetta. Quindi abbiamo ripetuto la serata precedente (io e mio marito persi in chiacchiere e risate, viziati da Giuseppe, il cameriere italiano che ci privilegiava; i figli che andavano e venivano tra le varie offerte di animazione).</p>
<p><a href="http://www.viaggiperbambini.it/wp-content/uploads/2011/12/feldberger-hof-08_015.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-560" title="feldberger hof colazione" src="http://www.viaggiperbambini.it/wp-content/uploads/2011/12/feldberger-hof-08_015-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Al mattino dopo ci siamo preparati a lasciare l’hotel dopo la colazione. Dopo aver pagato, abbiamo rimollato le valigie e accompagnato i figli al parco giochi coperto, dove ci hanno fatto vedere le loro prodezze sulla parete da arrampicata e sul grande Klettergerüst (non esiste un termine italiano, si tratta di un oggetto praticabile, dove i bambini fanno un percorso obbligato – con diverse possibilitá di scelta &#8211; ad ostacoli). Quindi ce ne siamo andati, con l’idea di tornare la prossima volta che vogliamo passare 24-48 ore in una bolla di assoluto riposo.<br />
Preciso, fuori c’era la neve, e a piedi si va sulle piste, dove si scia che è una meraviglia, ma chi ne aveva voglia? Noi no, volevamo solo stare tra noi.</p>
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		<title>Feldberger, in Alta Foresta Nera, che hotel fantastico!</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 21:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nazzarena</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.viaggiperbambini.it/wp-content/uploads/2011/04/P1000811.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-431" title="Feldbergerhof sala giochi" src="http://www.viaggiperbambini.it/wp-content/uploads/2011/04/P1000811-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>A Feldberg in piena Foresta Nera, per essere precisi Alta Foresta Nera, abbiamo trovato un albergo nel quale passare un po’ di giorni di assoluto riposo. Le cose rilassanti da fare sono cosí tante che uno è impegnatissimo, e persino chi non riesce a non lavorare ha abbastanza da fare per riposarsi. Appena arrivati, mentre mi occupavo di prendere le chiavi del nostro alloggio, i bambini hanno scoperto la prima sala. Tutta luce e cristalli, si son seduti un poco stanchi, e subito è arrivata una bibita su un trenino. Ci voleva proprio, io li ho persino un po’ invidiati. Dopo esserci sistemati, siamo andati a cena e lì hanno scoperto il ristorante tutto per loro. Meglio la zona del ristorante tutta per loro, dove il cibo trasportato su delle barchette &#8211; divertentissimo &#8211; e mamma e papà, nella sala accanto mangiano tranquilli. Questo primo ristorante è impressionantemente bambino centrico. I piú grandi mangiano nella saletta a parte, i piú piccoli a tavola con mamma e papá e quando si stufano raggiungono il parchetto giochi interno alla sala. Una parte del ristorante è riservato alle famiglie che vogliono grigliare, ognuno può prendere la carne, sedersi intorno al grill elettrico e grigliarsi la cena da solo. Divertente e familiare, ma anche ottimo per stringere contatti e fare amicizia. Il mattino dopo ho accompagnato i figli  nella zona dell’hotel riservata a loro. Avevano un pizzico di paura che è immediatamente passata vedendo il capo dell’animazione: un giovane omone panzuto attorniato da ragazzini di tutte le età. Le aree dedicate ai bambini sono tutte differenziate, ho dato un’occhiata a quella dei neonati (bambini fino ai 2 anni) e son rimasta impressionata dalla quantità di attrezzatura e persone a disposizione dei piú piccoli. <span id="more-430"></span><a href="http://www.viaggiperbambini.it/wp-content/uploads/2011/04/P1000818.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-432" title="Feldbergerhof" src="http://www.viaggiperbambini.it/wp-content/uploads/2011/04/P1000818-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Un mare di gente sta dietro ai bambini! Poi c’è il posto per quelli dai 2 ai 3 anni, e per quelli piú grandini con un sistema &#8211; che a me pareva un labirinto infernale – di salite e discese e arrampicamenti. Mia figlia c’è sparita dentro, io la chiamavo spaventata e lei è venuta fuori all’inizio ridendo e poi insultandomi perché la mamma fifona ti fa vergognare. Io avrei voluto vietare ai figli la sala con il Nintendo, ma come si fa? Tre computer a disposizione e un gioco elettronico interattivo su schermo gigante, più la persona che ti insegna a giocarlo. Mi hanno cacciato fuori gentilmente. Ho raggiunto mio marito (ma dove diamine sei stata? Perché tutto ‘sto tempo) alla sala della colazione, come glielo spiego che sono rimasta incantata dal servizio e dal nintendo? Ho lasciato perdere e ho ricominciato a servirmi al buffet. Dopo colazione siamo usciti e siamo andati alla vicina Cittá di Friburgo con i mezzi pubblici. Spesi un po’ di soldini siamo tornati in albergo. Avrei voluto chiamare i figli per pranzare insieme, ma figurati se ti danno retta, erano a giocare fuori; avevano già pranzato con il personale dell’hotel e stavano guardando i cavallini. Avrei voluto fare la mamma paurosa, ma son stata zitta. Era pieno di gente, adulti e bambini di tutte le età, che riempivano tre parchi gioco uno di seguito all’altro, e uno più attrezzato dell’altro. L’unica promessa: “dopo il pranzo di mamma e papà, la piscina”. Detto, fatto. La piscina dell’albergo è veramente bella, ampia, spaziosa, luminosa. È una piscina per giocare con i figli propri e altrui, dove guardare i faccini entusiasti dei neonati che nella piscinetta per loro (a parte) fanno esperienza con l’acqua. Siamo andati in sauna e dopo esserci lessati siamo tornati in piscina, mentre il marito andava nei locali del Fitness (davvero attrezzati a sentir lui e il suo mal di muscoli il giorno dopo). La sera a cena abbiamo prenotato la griglia e poi, satolli e contenti, siamo andati a dormire. Il giorno dopo il tempo non era un granché, ma non ci sono stati problemi, io sono andata alla Beautyfarm (trattamento completo viso corpo, piú lampada alla faccia di chi mi vuol male) mio marito è tornato al fitness e piú tardi ha scoperto il biliardo e con un paio di conoscenti occasionali ha improvvisato un torneo. I figli erano andati con il giovane omone panzuto e il suo Team in un qualche posto abbinato alla Hochschwarzwaldcard (una carta che regala l’albergo se si pernotta due volte, e che spesso usano per fare gite con i ragazzini nella zona). A sera ci siamo ritrovati, meno stanchi del giorno prima e decisamente più contenti. I figli ci hanno rintronato con il racconto delle loro avventure e poi ci hanno trascinato nella Discoteca dei ragazzini. Dopo i primi due giorni di scoperta siamo riusciti a rallentare il nostro ritmo. I figli si son scordati di noi e ci pretendevano solo la sera, per cenare e raccontare quello che avevano fatto e noi ci siamo goduti la vacanza. E´ stato anche bellissimo il pomeriggio al minigolf con i bambini, o guardarli mentre giocavano all’aperto sparlando in italo-inglese con i tanti compagni. E´stato bellissimo poter scegliere quello che fare, Riposare? Fannullare alla grande sotto il sole, o andare con le biciclette a fare una gita? I bambini vengono con noi? Risposta normale: no vado con i compagni a… eccezione di una bellissima passeggiata nella natura dove abbiamo osservato di tutto e di più. Certo saremmo dovuti andare a Strasburgo, Basilea, Colmar, le cascate del Reno, tutte cose molto vicine e bellissime. Ma non avevamo voglia di cultura, di essere bravi e cos’altro, quindi ci siamo fatti viziare; le altre cose le faremo un&#8217;altra volta. Quando torneremo in zona. Perché qui ci torniamo.</p>
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		<title>La neve è tornata in Foresta Nera, tutti a sciare!</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 21:13:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’altra mattina mi son svegliata e il mondo era bianco. La foresta gelata si stagliava contro un cielo assolutamente azzurro, la neve ricopriva bosco, case e strade, il sole faceva brillare tutto. Le mamme in bicicletta con i figli nel traino impacchettati, e le guance rosse di fatica, lasciavano scie nere nella neve immacolata. Sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.viaggiperbambini.it/wp-content/uploads/2011/03/foto-nena.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-388" title="Sciare in Foresta Nera" src="http://www.viaggiperbambini.it/wp-content/uploads/2011/03/foto-nena-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>L’altra mattina mi son svegliata e il mondo era bianco. La foresta gelata si stagliava contro un cielo assolutamente azzurro, la neve ricopriva bosco, case e strade, il sole faceva brillare tutto. Le mamme in bicicletta con i figli nel traino impacchettati, e le guance rosse di fatica, lasciavano scie nere nella neve immacolata.  Sono uscita pensando al sole, e sono tornata a casa di corsa, la temperatura era -5. Gruppetti di persone con gli sci in mano e gli scarponi nello zaino si avviavano alla vicina stazione per andare a sciare, scolaresche con gli slittini, anziani con i bastoni da Nordik Walking e ciaspole – MA NON LAVORA NESSUNO IN QUESTA CITTÁ!!!! – tutti sulla neve. Le piste da slittino hanno riaperto tutte, quelle di sci non avevano mai chiuso. Io vado a fare sci di fondo a Notschrei,  &#8211; la pista piú bella – è frequentatissima e allora bisogna ripiegare sulle altre piú piccole e meno frequentate, http://www.schwarzwald.com/sport/langlauf.html. I figli sono nella locale scuola di sci. Le scuole di sci sono tutte aperte e offrono tutte babysitting anche nel pomeriggio fino alle 4, compreso il pranzo – a base di cotoletta e patate fritte -. I genitori possono andare tranquillamente a sciare. A mezzogiorno  &#8211; meglio presto che piú tardi – ci si ferma a mangiare alla Notschrei Stube. Le piste di fondo hanno sempre su in cima un posto dove scaldarsi e riposare, normalmente si mangiano cose semplici: una minestrona – perché in teoria è minestra, in pratica una bomba di calorie adatta alla temperatura e alla neve – salsicce con patate ripassate, insalata è parola sconosciuta, eventualmente si possono avere cetrioloni dolci sottoaceto. E poi si torna a sciare, sudando sotto il sole per chi fa fondo, rabbrividendo nel vento per chi fa sci alpinismo. Tra le 4 e le 5 si rientra. Si prendono i figli, stanchi e felici che hanno vinto la garetta di corso, e si va a riposare in albergo, o in appartamento. A noi non rimane che l’energia per cenare e giocare  a Uomo Nero. Poi tutti a nanna, persino senza televisione. Conosco gente peró che mi ha invitato alle terme, in sauna  &#8211; nuda mi raccomando, qui non sei in italia! – in piscina. Cosí è venuto fuori un altro mondo, rilassantissimo, anche se non divertente come sciare. Ma per me, che non sono Multitasking, questa è una scoperta da esplorare con calma, un&#8217;altra volta.<span id="more-385"></span></p>
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		<title>Lubecca, Brema e la Strada delle Fiabe</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 09:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ho prenotato il volo per Lubecca, avevo in mente di visitare la Germania del Nord. Poi, documentandomi, sono venuta a conoscenza della Strada delle Fiabe, e, successivamente anche della regione tedesca Harz, dove possiamo trovare dei luoghi da sogno, come Goslar e Wernigerode. Ho passato parecchio tempo nel progettare questo viaggio, in quanto le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.viaggiperbambini.it/wp-content/uploads/2010/08/Lubecca-Brema-e-la-Marchantstrasse-ago2010-138.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-180" title="Lubecca, Brema e la Marchantstrasse ago2010 138" src="http://www.viaggiperbambini.it/wp-content/uploads/2010/08/Lubecca-Brema-e-la-Marchantstrasse-ago2010-138-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Quando ho prenotato il volo per Lubecca, avevo in mente di visitare la Germania del Nord.<br />
Poi, documentandomi, sono venuta a conoscenza della Strada delle Fiabe, e, successivamente anche della regione tedesca Harz, dove possiamo trovare dei luoghi da sogno, come Goslar e Wernigerode.<br />
Ho passato parecchio tempo nel progettare questo viaggio, in quanto le distanze sono notevoli e, considerando di avere un bimbo di 5 anni al seguito, non volevo stancarlo troppo.<br />
Alla fine il mio programma di viaggio è risultato il seguente:<br />
2 notti a Lubecca<br />
1 notte a Luneburg<br />
2 notti a Kassel<br />
2 notti a Brema<br />
Voglio fare una premessa: la strada delle fiabe è lunga ca. 600 km e parte da Hanau, vicino a Francoforte, per terminare a Brema. L&#8217;itinerario è ricchissimo, quindi il mio viaggio ha incluso solo poche tappe di questa &#8216;strada&#8217; ancora poco conosciuta in Italia. Ripercorre i luoghi in cui sono nati e vissuti i fratelli Grimm, oltre a quelli che hanno loro ispirato le fiabe di maggior successo, come Biancaneve, Cappuccetto Rosso, o i famosi musicanti di Brema. Se si vogliono notizie più approfondite, si puo&#8217; consultare il sito<br />
www.deutsche-maerchenstrasse.de dove potrete anche chiedere opuscoli informativi sulle varie località e rappresentazioni. Scordatevi la lingua italiana.<span id="more-178"></span><br />
Prima di partire, è bene che decidiate quali sono le tappe che volete fare, in quanto la maggior parte delle rappresentazioni sono durante il w-end oppure il mercoledì&#8230; quindi vederle tutte è impossibile.<br />
Ma partiamo dalla mia prima tappa, Lubecca.<br />
E&#8217; una città molto pulita e tranquilla. La famosa porta Holstentor, permette l&#8217;ingresso al centro storico.<br />
Il fiume Trave le gira intorno e la rende ancora piu&#8217; bella. Lubecca è piccolina e le cose da vedere non sono tante. Si gira bene a piedi, anche con un bimbo al seguito. Da vedere, oltre alla porta già menzionata, la Markt Platz con il Rathaus, che si distingue dal resto per i mattoni scuri, quasi neri, cosi&#8217; diversi da quelli rossicci che caratterizzano questa bella cittadina. Una bella passeggiata è quella che, costeggiando il fiume vi porta verso il duomo, nella zona sud ovest della città. Il campanile di St. Petri domina la città e ne permette una splendida vista dall&#8217;alto. Se avete un po&#8217; di tempo in più, potete prendere la Glockengiesserstrasse, nella zona nord della città. Su questa strada si aprono due delle piu&#8217; belle corti di Lubecca: il GLANDORPSGANG del 1612, e il FUCHTINGSHOF del 1639.<br />
Per quanto riguarda la gastronomia tedesca, posso consigliarvi lo storico Cafè Niederegger, di fronte alla Markt Platz. Famosissimo per il suo marzapane e l&#8217;originale torta di nocciole e marzapane.<br />
Il ristorante della tradizione di Lubecca è lo SCHIFFERGESELLSCHAFT, sempre nel centro storico lungo la Breite Str. I prezzi sono sostenibili&#8230;bisogna valutare se il vostro stomaco italiano è altrettanto in grado di sostenere la cucina nordica.<br />
Lubecca dista una ventina di km. dal Mare del Nord, quindi è quasi d&#8217;obbligo farci un giro. Travemunde è la località piu&#8217; famosa, con un bel lungomare, negozi e locali dove poter gustare anche (sempre per stomaci forti) il tipico panino con l&#8217;aringa&#8230; mentre Tiemmerdorf è la spiaggia piu&#8217; chic. Infatti lì troverete solo hotel di lusso e ville altrettanto costose.<br />
Il giorno seguente lasciamo Lubecca e ci fermiamo a Wismar, altra località molto graziosa sul mare del Nord. Attraccati al porto troviamo alcuni splendidi velieri d&#8217;epoca. Su uno si puo&#8217; addirittura salire! Chiaramente non ci facciamo scappare l&#8217;occasione&#8230;che meraviglia, era proprio come i galeoni dei pirati che si vedono nei film. Mio figlio non sarebbe piu&#8217; voluto scendere.<br />
Ripartiamo nel primo pomeriggio per Schwerin, località a sud, famosa per lo splendido castello in stile barocco. Si trova su un lago. Il posto è veramente bello. L&#8217;entrata ai giardini è gratuita. E&#8217; veramente uno scenario magico, che vale la pena essere visitato.<br />
Come tappa intermedia, prima di arrivare nel cuore della Germania, ho scelto Luneburg. Avevo letto che sarebbe stata una piacevole sorpresa e cosi&#8217; è stato. Splendidi locali addobbati di fiori che danno sul fiume Ilmenau, una bella piazza centrale e tanta tranquillità. Perfetto.<br />
La mattina dopo siamo ripartiti per Goslar. Avevo letto di questa località proprio qui sul sito e ho subito pensato che non potevo perdermela. Così come non potevo perdermi Wernigerode, altro bon bon a 37 km da Goslar. Sono due paesini meravigliosi, che da soli, quasi, dico quasi, valgono il viaggio. I municipi e le piazze centrali sembrano fatti di zucchero e marzapane. Sulle vie del centro si affacciano le loro particolari case a graticcio, caratteristiche di questa ed altre zone della Germania. Allo scoccare del mezzogiorno, i carillon nelle Markt Platz iniziano a suonare gioiose melodie e strani personaggi escono da piccole finestre vicino all&#8217;orologio del municipio.<br />
A Wernigerode è molto carino da vedere anche il castello, che domina il paesino dall&#8217;alto. Ci si arriva anche con il trenino, che a orari prestabiliti parte da varie parti della cittadina. E&#8217; molto grazioso, ma la cosa piu&#8217; bella è la splendida vista che si gode da lassù.<br />
Lasciati questi due splendidi paesi della regione Harz (che sicuramente tornerò a visitare con piu’ attenzione), finalmente ci dirigiamo verso la strada delle fiabe, facendo tappa ad Hann. Munden, piccolo paesino con una splendida piazza, a ca. 20 km. da Kassel. Una cosa che vorrei sottolineare, sempre per quanto riguarda la strada delle fiabe, è che molti paesini si somigliano tanto: piazza centrale con il municipio, case a graticcio, piccole viuzze ben curate, con qualche locale caratteristico. Insomma, non c’è bisogno di vederli tutti. Scegliete i piu’ rappresentativi.<br />
Fare tappa a Kassel è sicuramente molto comodo, perché vi trovate al centro della strada delle fiabe, ed anche al centro della Germania. E’ una città moderna, di discrete dimensioni. E’ famosa per lo splendido parco collinare di Wilhelmshohe, con il suo castello, la statua di Ercole (in restaurazione) ed i famosissimi giochi d’acqua che purtroppo noi ci siamo persi, in quanto ci sono solo il mercoledi’ e noi ci siamo andati di venerdi’. Potete trovare qualche informazioni in piu’ nel sito www.museum-kassel.de. Sempre da questo parco, a piedi e con un po’ di fatica, si arriva al bellissimo castello medievale di Lowenburg. Sembra proprio quello delle fiabe…non c’è che dire. Bella è anche l’Orangerie ed il suo parco enorme.<br />
La cosa che piu’ mi è piaciuta della Germania del centro-nord è la presenza di tanto verde, tanti parchi, prati, foreste, in periferia ed all’interno delle città. Parchi di molto piu’ grandi rispetto alle esigenze cittadine…una meraviglia.<br />
Quindi, con base a Kassel ci siamo spostati prima a Marburg, bello il castello che domina il paese e la piazza del Rathaus, ed Alsfeld ad una quarantina di km. Molto carino. Qui ci siamo fermati a pranzo in un locale caratteristico che si chiama KARTOFFELNSACK. Si mangia bene e si spende il giusto. Mi sento di consigliarlo.<br />
Altra tappa nelle vicinanze è stata Sababurg, dove possiamo ammirare il castello della Sleepy Beauty, la bella addormentata nel bosco. Purtroppo il paesino non è segnalato fino a quando non ci si trova a pochi km.di distanza e se non avessimo avuto il navigatore non so se lo avremmo trovato. Comunque, purtroppo è in ristrutturazione e quindi inaccessibile se non nel viottolo antistante. In tutti i casi il castello è un hotel/ristorante e quindi, da quanto ne so io, non visitabile.<br />
Ormai siamo in dirittura d’arrivo. Si parte per Brema.<br />
Piccola sosta a Gottingen, cittadina universitaria, il cui punto di riferimento è la figura di Gänseliesel sulla fontana nella Marktplatz di fronte al Rathaus. Si tratta di una statua in stile liberty rappresentante una giovane contadina con un mazzo di fiori in mano e delle oche attorno. È tradizione che tutti i nuovi laureati della città bacino sulle guance la statua dopo aver passato l&#8217;esame. Ciò la rende &#8220;la ragazza più baciata del mondo&#8221;.<br />
Ma, finalmente Brema.<br />
Veramente bella, giovane, vitale, ma allo stesso tempo tranquilla, con i suoi parchi, il fiume che la attraversa e la rende romantica.<br />
Siamo arrivati durante la manifestazione ‘La Strada’ che occupava tutta la piazza davanti al Municipio. Mi è piaciuta da morire. Si tratta di un evento gastronomico di cui ignoravamo totalmente la presenza. Non ho mai visto grigliate cosi’ grosse di bradwurst, come li chiamano loro! E poi il pesce del Nordsee, nei famosi panini, ma anche spiedini di gamberi (buonissimi) con tanta verdura. Insomma la Germania non è necessariamente solo wurstel, birra e kartoffeln!<br />
Ma torniamo alla città. Innanzitutto la trovo perfetta per famiglie. Primo perché qui è ambientata la famosa favola ‘I musicanti di Brema’, la cui statua in bronzo (raffigurante un asino, un cane, un gatto e un gallo) la si puo’ trovare sul fianco sinistro del Rathaus. Mi raccomando, strofinate le zampe anteriori del ciuco..porta fortuna!!<br />
Poi la possibilità di girarla tutta a piedi, oppure prendere il tram, che è ben presente in ogni zona della città. Poi si può fare un giro in battello sul fiume, si puo’ assistere al suono del Carillon lungo la Bottchstrasse (una delle vie storiche di Brema). Si tratta di 30 campane in ceramica che suonano 3 volte al giorno, facendo scorrere delle figure lignee di grnadi navigatori.<br />
Infine a Brema si trova l’Universum Bremen (http://universum-bremen.de/en/home.html), un museo meraviglioso dove la regola è ’VIETATO NON TOCCARE’. Si puo’ sperimentare la temperatura del Polo Nord, simulare un terremoto, scoprire cosa sentivamo nell’utero materno quando eravamo ancora embrioni e tante, tante cose. Mio figlio, seppur piccolo per tante sperimentazioni, ne è rimasto entusiasta. Per chi avesse un po’ piu’ di tempo a disposizione, a Bremerhaven (ca. 65 km da Brema) si trova anche il museo del clima. Solo l’estetica di questi musei merita una foto ricordo.<br />
Tornando in città, non si puo’ non imbattersi nel Bremer Roland (letteralmente: &#8220;Rolando di Brema&#8221;). Si tratta di una gigantesca statua raffigurante il paladino Rolando, posta nella Marktplatz di Brema e risalente al 1404.<br />
Simboleggia la libertà e la giustizia, oltre che l&#8217;indipendenza del Land di Brema.<br />
Il monumento, il più antico e il più grande del genere in Germania, è annoverato, insieme al vicino municipio cittadino, nella lista dei patrimoni dell&#8217;umanità stilata dall&#8217;UNESCO.<br />
Una cosa che ci siamo persi: sempre nella Marktplatz, direi vicino al Parlamento, c&#8217;è un tombino con una piccola feritoia. Infilando una monetina, potremo sentire i musicanti cantare per noi.<br />
Assolutamente da non perdere lo Schnoor; è un famoso quartiere storico del centro della città, composto da piccoli edifici (molti dei quali a graticcio) del XIV &#8211; XIX secolo, miracolosamente scampati alle distruzioni della seconda guerra mondiale e restaurati negli anni successivi. Il quartiere, in origine abitato da pescatori e che, all’inizio del XX secolo, era una delle zone più povere della città, ha oggi un carattere prettamente turistico e gli edifici situati nelle strette viuzze ospitano negozi (soprattutto di souvenir), bar e ristoranti.<br />
Oltre lo Schnoor si trova un altro quartiere, il Vierte 1/4, che sta diventando la zona piu’ trendy della città. Negozi di tendenza, alcuni bei locali e murales in ogni dove, rappresentanti qualsiasi cosa, da due vecchietti alla finestra, ai ragazzi allo Stadio. Se avete voglia, non perdetevelo.<br />
Infine, la fabbrica della Becks si trova proprio a Brema. Vengono effettuate visite guidate purchè abbiate più di 16 anni.<br />
Il nostro viaggio termina qui. Non mi resta altro che lasciarvi i riferimenti dell’organizzazione del nostro viaggio, nel caso in cui troviate spunti interessanti.<br />
Hotel:<br />
Lubecca – presso Zimmer Zingel (camere da privati) eur 60.00/notte in b/b<br />
Luneburg – Park Hotel tramite booking eur 117.00/notte in b/b<br />
Kassel – Hotel Adesso Astoria eur 89.00/notte in b/b<br />
Brema – Ibis hotel eur 55,00/notte solo pernott.<br />
Auto noleggiata trimite E-noleggio auto ad eur 290,00 (compresa la Kasko)<br />
Volo: Rayanair eur 260,00<br />
Grazie, come sempre, per la Vostra attenzione.</p>
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